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IL CUORE DI CRIS

LA PAZIENZA E' LA VIRTU' DEI FORTI !!!

 

                                                                              SIETE I BENVENUTI !

QUI POTETE ANCHE LASCIARE IL VOSTRO LINK  O UN VOSTRO SALUTO -

LASCIO UN    A TUTTI  VOI   A PRESTO  CRIS      

                                                                                                                                     

 

                                                         
                                                                                  Ho il cuore che respira;
                                                                                  ho il cuore che dolcemente vive
                                                                                  ho il cuore che ride, mangia, beve;
                                                                                  ho il cuore che si allarga in un abbraccio
                                                                                  ho il mio cuore che sorride.
                                                                                                              (
Marzia Neggia - dal sito)

  
 


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6/3/2008

Livello 3

Un regalo che terrò stretto

Il corso è terminato

Ma il gruppo continuerà a rimanere.

Spero un giorno di poter abbracciare tutte!

Sono felice!!!!!!!!!!!!

Cristina

5/10/2008

Auguri a tutte le Mamme del mondo

Tu, Amor pigliasti sonno
per non destarti mai
e già, per Te, giunse l’Eterno
e senza tempo e loco
pigliò l’Anima Tua
portandola lontano.
E ora, fino alle stelle, luce Viva
in un bagliore immenso
l’Animo Tuo innalza al ciel
e le spossate membra
nel sonno rilassate
vivono d’Eterno.
E quel dirotto pianto
legato a tante pene
colma il tuo freddo Avello
d’Amore e di Bontà.
Il pianto dei Tuoi Figli
di chi Ti sentì Amore
e unisce il dolore
di chi ti serbò Amica
e pur la triste Vita
di chi ti consolò.

 

 

Poesia scritta in gioventù, all’età di 15 anni, per la morte della madre

Silvano Montanari

 

4/22/2008

Lupo solitario

                                                                           Image Hosted by ImageShack.us
4/20/2008

Terminato

                                  Ed ecco terminato il 2° livello del corso di animazione.
            E' fantastico quante cose si possono imparare.......
                   Quante compagne ..tutte unite ad aiutarsi...consolarsi..
                 Parlare e conoscerci.........un'emozione unica ....!!!!!!!!!
                 

                                                                     Un  Labbra rosse  e un  A bocca aperta  a tutte ...insegnante e compagne !!!  Cristina

3/26/2008

Sappiamo......

            «Sappiamo chi noi siamo, ma non sappiamo cosa potremmo essere.»


                                                                                              William Shakespeare

L' Amicizia !!!

CIAO
 
Ho imparato... che nessuno è perfetto... Finché non ti innamori.
Ho imparato... che la vita è dura... Ma io di più!!!
Ho imparato... che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu... le prende qualcun altro.
Ho imparato... che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un’altra parte.
Ho imparato... Che bisognerebbe sempre usare parole buone...Perchè domani forse si dovranno rimangiare.
Ho imparato... che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato... che non posso scegliere come mi sento... Ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato... che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita.
Ho imparato... che tutti vogliono vivere in cima alla montagna....Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato... che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato... che è meglio dare consigli solo in due circostanze... Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato...che meno tempo spreco... più cose faccio
 
                               

 

                                                               Cristina

3/25/2008

Come in una .............

Come in un valle di lacrime
la notte scorre

nessun silenzio smuove le tenebre
tutto assale questo corpo

ho dato quel che potevo
ho fatto quel dovevo

e' assurdo riprovare a discendere i colli ripidi dell'amore
continuero' a piangere polvere di stelle
faro' in modo che tu segua la scia

ho dato quel che potevo
ho fatto quel dovevo
ma il tuo cuore non batte piu'
per me.

da web
http://www.frasi.net/poesie/pagina360.htm

3/23/2008

Felici dentro

La felicità sta nel gusto e non nelle cose;
si è felici perché si ha ciò che ci piace,
e non perché si ha ciò che gli altri trovano piacevole.
                                          (
De la Rochefoucauld)
 

3/20/2008

Auguro a tutti una serena Pasqua

TANTISSIMI AUGURI !!!!!!!!!!!!

3/15/2008

Petizione....per uomo coraggioso e Eroe

Stamattina aprendo la posta ho letto questo e voglio condividere con tutti coloro che leggeranno e firmeranno questa Petizione :
 
Ciao.
Stavolta oltre a mandarvi il mio buon fine settimana e a scusarmi per la mia assenza (ho problemi in famiglia, ma spero si risolvano presto),

vengo a chiedervi un aiuto, non per me ma per un mio amico.
Questo mio amico si chiama Marco Diana, ha 36 anni, è Maresciallo dei granatieri di Sardegna e abita a Villamassargia, in provincia di Cagliari.
E sta morendo per un cancro che gli è venuto per avere maneggiato, durante le sue missioni all'estero armi contenenti uranio impoverito.
Forse avete sentito parlare di lui in tv, ma io ve lo ricordo, e ve lo ricordo anche in un altro modo, che non è quello della tv ma quello di un'amica.
Io l'ho conosciuto il 10 dicembre 2006 a Nughedu san Nicolò, in provincia di Sassari, è un paesino vicino a Ozieri. Quel giorno era un'anniversario dei granatieri di Sardegna, credo che fossero i 400 anni dalla fondazione del corpo, e sono stata invitata insieme al comitato in quanto a quel tempo mi interessavo attivamente del sequestro Pinna, e i granatieri di Sardegna sono sempre stati molto solidali con noi. C'era ovviamente anche lui, che allora stava un pò meglio di oggi e ha fatto un discorso che mi è rimasto nel cuore, lui militare (ex militare) ha fatto un discorso da pacifista, lui che ha lavorato per l'Esercito Italiano ha fatto un discorso da Sardo per i Sardi.
Da quel giorno siamo rimasti in contatto, ma ultimamente si è aggravato.
Da poco era a Milano per fare alcune sedute di chemio per il suo male, e oggi si affatica anche quando parla o quando scrive un sms.
Ho saputo che ha chiesto una cosa, l'ho saputo da lui qualche mese fa. Ha chiesto che gli venga assegnata la medaglia al valore militare prima che muoia, perchè da morto non se ne farebbe nulla.
Allora, visto che il Presidente della Repubblica può farlo, noi, ex comitato Tittilibero e amiche di Marco, abbiamo deciso di aiutarlo nel suo intento.
Cosa chiedo a voi?
Ieri ho aperto una petizione on line, si trova a questo indirizzo: www.firmiamo.it/marcodiana
Vi chiedo di leggerla, firmarla e di far girare questa mail agli altri gruppi, se potete, lasciando anche il mio indirizzo, non mi interessa. Tanto la prima persona che ha firmato la petizione sono io e non è mia abitudine nascondermi.
C'è un blog, che abbiamo costruito dopo il sequestro Pinna, ed è da lì che partiranno tutte le azioni che abbiamo in mente, solo che avendo cominciato ieri ancora c'è poco sul caso di Marco.
Potete visionarlo qui: www.libero.it/noaisequestri
Vi ringrazio infinitamente a nome mio, di Barbara, di Battista, di Rosanna ma soprattutto a nome di Marco.

 
 
 
3/13/2008

Festa del Papà

                                        Oltre a questo:
 
                                 http://img402.imageshack.us/my.php?image=festadelpap1do3.swf
 
                                             Questo   " Tanti auguri a tutti i Papà "
 
                
     
                                                             Cristina

3/7/2008

8 Marzo

                            Non pensiamo all'8 Marzo  come festa .............
 
La scelta della data simbolo dell'8 marzo è legata ad un triste evento,
al ricordo delle 129 operaie morte nel rogo di uno stabilimento dell'industria tessile Cotton a New York.
Le operaie dello stabilimento tessile diedero vita ad un imponente sciopero in segno di protesta
contro le inumane condizioni di lavoro che si vedevano costrette a sopportare.
La protesta durava ormai da alcuni  giorni quando al proprietario della fabbrica venne
l'idea di bloccare tutte le uscite ed appiccare il fuoco  con ancora le operaie all'interno.
Più di cento bruciarono.
Questo triste fatto, ha dato il via, negli anni successivi,
ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti
e avevano come unico scopo il RICORDO DELLA ORRIBILE
fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente,
con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative,
che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro
e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale diventando,
il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli,
e che sta tuttora subendo, creandone il punto di partenza per il proprio difficile riscatto.
 

Donna       

Siamo donne,
abbiamo una  nostra dignità,
siamo combattive pur avendo
 le nostre sconfitte

Donne che  soffrono in silenzio

non tenete più la testa tra le mani
per i nostri figli,
       per i nostri sogni....

Siamo donne

semplicemente Donne !!!

Cristina

 

2/25/2008

2008

                                                                      Son piccole cose..ma rendono immensamente felice il mio cuore!!!

                    E' stata un'immensa  gioia ,non credevo di arrivare ad imparare nuove tecniche...sono orgogliosa di me stessa.

               Sopratutto alla vista di questo piccolo scritto...ma che ha un significato importante per Me .

               Ringrazio Angela della  sua pazienza ...delle sue lezioni ...della sua devozione verso la grafica!!!

               Ringrazio tutte le mie colleghe di corso..dell'aiuto ..

               ora  mettiamoci al lavoro,impegnamoci per il corso successivo !!

                                   Un forte abbraccio a tutte...            Cristina

2/13/2008

SAN VALENTINO

AUGURO A TUTTI  UN FELICE E SINCERO

BUON S. VALENTINO

 

          

                                                                                                                    AUGURI   DI CUORE    CRISTINA

2/7/2008

DEDICATO A UNA PERSONA SPECIALE

 
 QUESTA PICCOLA DEDICA LA VOGLIO DEDICARE A UNA PERSONA VERAMENTE SPECIALE !!!
 NELLA VITA CI SONO PERSONE CHE AIUTANO PUR NON CONOSCENDOSI
E QUESTO E' ANCHE IL MIO , LEGGENDO UN SUO SCRITTO
HO RACCONTATO LA MIA STORIA, E TUTTO QUELLO CHE MI DICEVA
CON MIO STUPORE SI AVVERAVA...NON è UNA FAVOLA , MA L'HO CONSTATATO DI PERSONA
MI HA AIUTATO AD ESSERE FORTE E CHE POTEVO ESSERE QUELLA CHE DESIDERAVO.
ORA SONO FELICE DI AVER CONQUISTATO UNA PARTE DELLA MIA LIBERTA'...
ANCORA MOLTA STRADA DEVO FARE MA LA PARTE PIU' PESANTE LUI L'HA ABBATTUTA !!!
RINGRAZIO ALESSANDRO ANCHE SE NON LO CONOSCO DI PERSONA
MA POSSO DIRE SOLO CHE GLI ANGELI SULLA TERRA CI SONO!!!!!!!!!!!!
VOGLIO LASCIARE IL SUO LINK PER TUTTE QUELLE PERSONE CHE NE AVESSERO VERAMENTE BISOGNO
POSSONO CONTATTARLO.  
 
             http://elsander147.spaces.live.com/
 
             elsander@hotmail.it
 
LE SUE PAROLE SONO:
Voglio vedere la gente sorridere e realizzata!  In poche parole, felice!  aiutiamoci finche possiamo!
 
 
 CARO ALESSANDRO PRIMA COSA CHIEDO SCUSA
 ( CREDO CHE AL POSTO TUO CI SAREI RIMASTA MALE PURE IO) MA VOLEVO DEDICARE
UNA PARTE SOLO A TE !!  E DIRTI GRAZIE PER QUELLO CHE HAI FATTO E CHE FAI ANCORA!
 
 
... ci sono giorni nella vita in cui non succede niente,
giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia,
quasi non fossero vissuti.

A pensarci bene, i più sono giorni così,
e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato,
capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi.

Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato
ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente.
Ma non c'è più.

            (Tiziano Terzani)

 
            
1/30/2008

29/01 DATA STORICA

                     QUESTO è UNO DEI MOMENTI BELLI  DELLA MIA VITA !!!!!!!!!!
              E IL 29/01 RESTERA' - LA MIA DATA STORICA.
              STUPIDO ALLA MIA ETA'......MA SON TROPPO FELICE.
              IERI UNA GIORNATA ASSAI STRESSANTE..SOTTO TENSIONE..
              MA ORA....DOPO AVER SAPUTO CHE  SON STATA ABILITATA
              PROMOSSA O.S.S.
              C'E' TROPPA FELICITA' DENTRO ME
             UN ANNO DURO , MA NE E' VALSA VERAMENTE LA PENA !!!
             PER ME ,CHE, DOPO ANNI DI SOLO CASA-LAVORO-FIGLI,
             SPETTACOLARE TROVARMI AD AFFRONTARE ALLA MIA ETA'
             NUOVE AMICIZIE,NUOVI ARGOMENTI...TUTTO NUOVO!!!!!!!!!!!!!!!
            ........ VALE LA PENA DAVVERO ...DI DIRE
             NONOSTANTE TUTTO  LA VITA E' BELLA  E VA VISSUTA !!!
 
              BASTA POCO PER ESSER VERAMENTE  FELICI
 
              VOGLIO RINGRAZIARE TUTTI COLORO CHE MI SON STATI ACCANTO
              CON LE LORO PAROLE I LORO SORRISI   LE LORO FANTASTICHE IMAMGINI
                          GRAZIE  GRAZIE DI VERO CUORE   UN BACIO A TUTTI UN ABBRACCIO
                                                    CRISTINA
 
 
 
                                                                 
1/23/2008

MENO SEI

                       
                                                        SI PROPRIO COSI'
                                             FRA SEI GIORNI ESATTI..............
                                             L'ESAME
                                             NON SO COSA DIRE
                                             SPERO DI NON ESSERE COSI' TESA
                                             COME ALLE PROVE........MAMMA MIA!!!!!!!!!!!!!!
                                             CI SENTIAMO DOPO L'ESAME 
                                                                                                                                            CRIS
 
 
                                                          non giudicarti...
                                 ...non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei,
                                 e non c'è cosa meglio intrno a te,
                                 tutto il resto non conta ...
                                     (dal film "Tre metri sopra il cielo)
1/19/2008

..............................

                                                                   

 

Ci sono due giorni in cui non si può far nulla.
Il primo si chiama ieri e l'altro si chiama domani.
Perciò oggi è il giorno giusto per amare, per credere,
per fare... e principalmente per vivere.
Dalai Lama.

1/6/2008

VIVO

Vivo
il mio alibi è che
vivo
tentazioni e mai la volontà
di finirla qua
vivo
da un bicchiere vuoto bevo
ho venduto al mondo i sogni miei
la mia pelle mai
e nonostante tutto
resto io
io che ancora credo
e ancora spero io
io mendicante disteso al sole
sacco di stracci senza più parole
non chiedo a Dio se c'è
se c'è e ha pietà di me
vivrò cent'anni e una vita in più
e che il conto torni o no
io me ne fregherò
vivrò nel ghetto dei miei perché
finché avrò un respiro
per me
vivo
sul mio viso il tempo ambiguo
lascia i segni di chi è nato già
da un'eternità
e tutto il bene l'ho buttato via
per qualche donna e un po' di compagnia
la vita questa gran signora
si paga a ore come una puttana
è così cara che è un lusso averla tu
vivrò
vivrò
Vivrò morendo ogni giorno un po'
finchè avrò un respiro...
vivrò..vivrò..Lo giuro 
 
(web Macc dany)
 

                                                                   

12/23/2007

IL PRESEPE VIVENTE

DOVETE  APRIRE E VEDERE IL PRESEPE CHE HA PROGETTATO
UNA FANTASTICA DONNA DEL NOSTRO GRUPPO ONLINE................
FANTASTICO.....CI  SIAMO QUASI TUTTE/I 
come vi sembra????
 
                                                                                        http://www.nebulagraphic.it/presepe/
 
 
 
 
 
 

                                                            

                                                                           auguri  a tutti !!!  CRIS

12/15/2007

Le Renne di Babbo Natale

 
 
Le Renne di Babbo Natale
Forse non lo sapete, ma le renne che trascinano la slitta di Babbo Natale devono essere rigorosamente otto.
Perché? A questo proprio non lo so bisognerebbe chiederlo a lui!
Ebbene, sentite cosa accadde lo scorso anno!
Il Natale si stava avvicinando a grandi passi, il mondo cominciava a coprirsi di luci,
suoni, colori, l´atmosfera era quella di un momento di magia... e Babbo Natale era già in agitazione:
carico di regali per i bimbi di tutto il mondo, si preparava a partire, quando gli accadde un bel guaio.
Scheggia, Fulmine, Furia e Ardore, quattro delle sue fedelissime, ma ormai vecchie renne,
dopo ben cento anni di onorato servizio decisero di andare in pensione,
non se la sentivano più di affrontare tante fatiche...Che fare?
100 anni di lavoro erano veramente molti e il Buon Vecchio non poteva rifiutare quella richiesta.
Subito si mise al lavoro, preparò un grandissimo cartello con queste parole:
"Cercasi renne, stipendio ottimo, disponibilità immediata..." e lo appese sulla porta di casa.
Ma passavano i giorni e non si presentava nessuno. Babbo Natale era preoccupatissimo,
telefonava in continuazione, mandava e-mail in tutto il mondo e fax negli angoli più sperduti del cielo ...
finalmente si presentarono quattro dolcissime renne: una giovane coppia di sposi con due piccoli
maschietti renna dagli occhi languidi e sognanti; erano disoccupati, venivano da molto lontano,
cercavano una casa ed avevano bisogno di lavorare.
Questa tenera famigliola piacque subito a Babbo Natale che accolse con gioia papà,
mamma e i rennini, ma come in tutte le storie c'era un MA: i piccoli sarebbero stati capaci
di trainare con forza la pesante slitta carica di regali?
Allora mamma renna ebbe un´idea geniale: comprò otto pattini e li infilò alle zampe
dei suoi piccoli Lampo e Notte e fu un successone!!!!
La batteria di renne si ricompose immediatamente, Lampo e Notte, aiutati dai loro pattini
non sentivano la fatica e volavano come razzi superando ogni ostacolo, e così, come sempre,
Babbo Natale fu puntuale nel consegnare un sacco di doni a tutti i bambini

                                      

                                                                 

TANTI AUGURI  DI UN FELICE BUON NATALE A TUTTI !!!!!

                                CRISTINA

12/14/2007

C'era una volta...

C'era una volta...
un  Angioletto di nome Serafino, che viveva in cima all' Arcobaleno. Tutta la sua vita erano i Colori.
Gli piaceva giocare con il verde, così le mani gli si erano tinte di verde.
A forza di passeggiare sul giallo i piedi gli erano diventati gialli. A furia di guardare il rosso gli erano diventati gli occhi rossi.
 Il suo passatempo preferito era quello di sognare con la testa infilata nel blu, finché i suoi riccioli avevano cominciato a scintillare azzurrini.
Un bel giorno, mentre stava passeggiando, prese uno scivolone giallo, e cadde a testa in giù sulla terra, facendosi un gran bernoccolo.
Al risveglio, si era dimenticato chi fosse e da dove veniva, così, vedendo gli uomini, credette di esserlo anche lui e volle fare amicizia con loro.
Ma il primo ad incontrarlo fu un contadino che, vedendo le sue mani verdi, pensò: questo non è buono a lavorare, meglio tirare dritto.
Poi incontrò un viandante che non appena vide i suoi piedi gialli disse: questo non è un buon camminatore, meglio che vada da solo.
Una donna bella bella, al solo vederlo, esclamò: con questi occhi rossi non può di certo apprezzare la mia bellezza,
così girovolse il nasino indignato e andò via.
Infine incontrò un prete, che al solo vederlo con quei capelli azzurri, si fece il segno della croce e fuggi fuggi.
Allora il nostro angioletto, tutto sconsolato, si mise sotto un albero di mele, finché non si addormentò.
Si levò un forte vento che scosse l'albero finché una mela cadde esattamente sul bernoccolo di Serafino.
Al risveglio, la memoria gli era tornata ed ebbe nostalgia dell'Arcobaleno, ma ormai, dopo aver conosciuto gli uomini,
provava il desiderio di portarli con sé, sull'arcobaleno. Così, decise di andare nella grande foresta, in cerca di consiglio.
Errando tra viottoli cespugli e sentieri, si imbattè in una pigna e la raccolse per mangiarsi un pinolo.
Ma, oh meraviglia, vi trovò inciso sopra, piccolo piccolo, l' indirizzo del grande scoiattolo saggio e decise subito di raggiungerlo.
 Superato il campo del prato, giunse al viale dei pini, e lì sull'ottavo ramo del pino più alto,
vide lo scoiattolo saggio che stava giocando con un trenino di legno.
Dopo aver ascoltato la sua storia, lo scoiattolo squittì per l'entusiasmo e mettendosi a sedere sulla propria coda disse:
la tua storia mi è talmente piaciuta che non solo ti darò un consiglio, ma ho deciso di venire anch' io con te:
Gireremo per il mondo con il nostro trenino di legno e ogni volta che troveremo qualcuno che strofinerà il naso col nostro
a mò di saluto come gli eschimesi, vorrà dire che avremo trovato un nuovo compagno di viaggio.
Quando tutti i vagoni saranno riempiti, potremo andarcene sull' arcobaleno.
E così fu, andarono per valli e laghi, ed ogni volta che qualcuno strofinava con loro il naso, dolcemente ... lievemente ...
delicatamente ... lo portavano con loro sul trenino. Quando tutti i vagoni furono riempiti, tornarono ai piedi dell' arcobaleno e da lì, sulla cima.
E là come per incanto, tutti gli occupanti dei vagoni si trasformarono in tanti angioletti scintillanti come Serafino, il quale,
finalmente, poteva guardarsi negli occhi con l' angioletto rosso, giocare con l' angioletto verde,
passeggiare con l' angelo giallo e sognare con la testa tra le nuvolette con l' angelo azzurro...
Se qualche volta vi dovesse capitare, guardando l' Arcobaleno ,
di scorgere un piccolo puntino marrone saltellare da una parte all' altra, non meravigliatevi:
è lo scoiattolo saggio, a cui piace divertirsi così: zompettare tra i colori dell' arcobaleno come una nota matta tra le corde di un arpa...
allo stesso ritmo respirorespiro...
di tutti quei cuori che sanno ancora ascoltare le favole...
Fine
dal web
 
                                                      

PRENDI

Prendi

Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo...

di M. Ghandi


          
12/12/2007

La favola di Santa LUCIA

                                                  

 

LA FAVOLA DI...SANTA LUCIA
di Guareschi

Cesarino si alzò e, prima ancora di lavarsi, prese il lapis blu e cancellò sul calendario un altro giorno.

Ne rimanevano ancora tre che poi erano due in quanto il terzo era quello famoso. Mentre si lavava con l’acqua gelata, Cesarino d’improvviso ebbe un pensiero: “E la crusca?” Era una cosa importante. ma risultava anche logico che non ci avesse pensato perché fino all’anno prima, tutto si era svolto laggiù, al paese dove per trovare della crusca, bastava allungare una mano. Gli venne in mente il pane fatto in casa, e il profumo che usciva dal forno. Risentì il cigolio della gramola e pensò a sua madre. Uscì in fretta e passando dalla portineria, si fermò per consegnare la chiave alla portinaia: suo padre era andato via alle quattro perché, in quei giorni, c’era un sacco di lavoro per chi aveva un camion.

La strada era piena di gente che aveva una premura maledetta e la nebbia di quella fradicia mattina di dicembre era traditrice perché macchine e ciclisti saltavano fuori d’improvviso da ogni parte e bisognava stare attenti. Non poté pensare molto alla faccenda della crusca, ma quando fu a scuola, riprese a pensarci. Aveva dimenticato l’asino e adesso erano guai. Bisognava mettere sul davanzale, vicino alla scarpa, anche il sacchetto pieno di crusca per l’asino che portava le ceste dei regali. A non mettere la crusca, Santa Lucia si sarebbe offesa certamente.

Cesarino, quando alle dodici e mezzo lo lasciarono libero, corse subito alla panetteria e domandò un po’ di crusca. Ma di crusca non ne avevano. Ed era anche logico perché, in una città come Milano, a cosa potrebbe servire la crusca? Provò da un altro panettiere, poi da un terzo e, alla fine, perdette la speranza.

Arrivato a casa, trovò la chiave ancora in portineria: suo padre non era ancora arrivato e Cesarino mangiò da solo nella cucina fredda e in disordine. Il padre tornò la sera, ma non salì neppure in casa: lo chiamò dal cortile e assieme andarono alla trattoria dell’angolo.
La minestra calda diede a Cesarino tanta gioia da fargli dimenticare tutte le sue preoccupazioni ma, quando ebbe finito di mangiare, le preoccupazioni ritornarono a galla. Cesarino aveva una soggezione tremenda di suo padre che era un uomo cupo e di poche parole, quindi fece una fatica matta a entrare in argomento. Alla fine gli disse: — Ci vorrebbe un po’ di crusca. —

Il padre di Cesarino stava parlando con un uomo in tuta che era venuto a bere un bicchiere in compagnia: si volse sbalordito e domandò:

— Crusca? E cosa te ne fai della crusca?
— Ci vuole per l’asino, — balbettò il ragazzo.
L’uomo in tuta si mise a sghignazzare e domandò di che asino si trattasse.
— L’asino di Santa Lucia, — spiegò Cesarino timidamente.
L’uomo in tuta sghignazzò ancora più forte, ma il padre di Cesarino gli strinse d’occhio poi, rivoltosi al ragazzino, gli disse brusco:
— Lascia perdere l’asino. Qui Santa Lucia non usa.
Il ragazzo lo guardò perplesso:
— Santa Lucia sul calendario c’è!
— C’è, ma non usa! — esclamò secco il padre.
— Sul calendario c’è anche Sant’llario allora: ma, qui, invece, usa Sant’Ambrogio. Ogni città ha i suoi santi. Qui è il Bambino che porta i regali. Qui usa il Bambino.
Il ragazzo guardò l’uomo in tuta, e quello gli confermò il fatto.
— Perbacco, è proprio così! I santi sono delle autorità provinciali e ognuno ha la sua provincia. Qui la faccenda è di competenza del Bambino.
Cesarino abbassò la testa, poi preoccupatissimo obiettò:
— Ma il Bambino non mi conosce: è soltanto sei mesi che sono a Milano.
L’uomo in tuta lo rassicurò:
— Stai sicuro che il parroco del tuo rione lo ha già informato che siete qui tu e tuo padre! Ad ogni modo, per essere più sicuro, scrivi a De Gasperi così lui glielo dice.
Altri due o tre che si erano avvicinati si misero a ridere e allora il padre intervenne e disse a Cesarinno:
— Adesso va a casa e mettiti a letto. Lascia la chiave sulla porta.
Il ragazzino uscì e il padre spiegò la storia a quello della tuta ed agli altri:
— Sono stupidaggini, ma non posso dirglielo così, in quattro e quattr’otto! È sua madre che gli ha messo in testa queste cretinate e, anche il giorno prima di morire, mi ha raccomandato: “Carlo, lascialo stare, il ragazzo. Lascialo così com’è. Quando sarà ora, capirà da solo. Non mi far dispetto quando sarò morta.”
L’uomo allargò le braccia:
— Ragazzi, se si tratta di far dispetto a un vivo, ci sto anche se c’è da scannarsi: ma non mi va di far dispetto a un morto. È soltanto sei mesi che è morta!
Quello dalla tuta scosse il capo:
— Sentimentalismi idioti, roba da medioevo! Intanto tu, per non far dispetto a un morto, fai dispetto a tuo figlio vivo perché gli lasci la testa piena di stupidaggini.
— Non ti preoccupare, — ribatté il padre di Cesarino. — Quando vedrà che né santi né Madonna gli portano più niente, si convincerà da solo.

* * *

Cesarino si svegliò presto, quella mattina. Cancellò ancora col lapis blu un altro giorno del calendario, ma aveva la testa piena dei ragionamenti della sera precedente e la cosa, invece di dargli gioia, lo angustiò. Adesso, il tempo passava troppo alla svelta. Riuscì a bloccare suo padre prima che uscisse:
— Chi è De Gasperi? — domandò.
— È uno che sta a Roma, — borbottò il padre.
— Pensa piuttosto a fare i tuoi compiti. che sarà meglio!
Roma doveva essere in capo al mondo e chi sa quanto tempo ci voleva perché una lettera arrivasse. Oramai era troppo tardi.
E poi a Cesarino interessava Santa Lucia. Bisognava trovare il modo di farlo sapere a Santa Lucia.
Aveva più d’un’ora davanti a sé, prima della scuola: riuscì a ispezionare quattro chiese, ma in nessuna c’era un’immagine di Santa Lucia. La conosceva benissimo e, se ci fosse stata, anche piccola, l’avrebbe subito vista.

Uscito da scuola Cesarino abbandonò le sue ricerche. Aveva perso un sacco di tempo e si trovava a mani vuote, senza neppure la crusca per l’asino. Pensò allora che se, invece di crusca, avesse riempito un sacchetto di crostini di pane, la cosa avrebbe funzionato ugualmente. Col pane vecchio trovato in casa, riuscì a combinare poco o niente. Aggiunse mezzo il suo della colazione di mezzogiorno e, siccome il pane era fresco e molliccio, lo tagliò a pezzetti e lo fece abbrustolire sul gas.

La sera, il padre rincasò tardi: aveva portato un fagottino di roba e mangiarono in cucina, senza parlare.Prima di addormentarsi, Cesarino ci mise parecchio tempo. Comunque il fatto del sacchettino pieno di crostini gli dava una relativa tranquillità.

Alle sei, quando suo padre se ne fu andato, Cesarino saltò giù dal letto. Ormai non c’era più niente da cancellar